Fuori nelle piattaforme digitali la nuova compilation internazionale della Funeral Records : E.B.M. Nation volume 6!

Fuori nelle piattaforme di musica digitale , la nuova compilation various artists della record label toscana “Funeral Record Autoproduction” di Alessandro Vezzoni ( aka Kabal Apokalypse). In collaborazione con diverse etichette discografiche, DUW records, White Dolphin records, Insane records e Alchemy Sound Radio, il “sequel” E.B.M. Nation volume 6 raccoglie 14 tracce della scena nazionale e straniera di artisti e gruppi di musica elettronica underground.

Presenti nella compilation i 9DNB del produttore e discografico Davide Bolzoni con l’ elettronica dello studio di produzione CKTD studio, le sequenze metalliche del progetto mitteleuropeo degli Stuka, la zona di silenzio industriale degli Stalhschlag, la techno industry dei Desputes della MIWS records, l’ aggrotech da Monaco dei tedeschi Tazento, le chitarre baritone echeggianti dei Devya, i nintendo game boy sincronizzati e impazziti dello studio di produzione e sviluppo Ramkard, gli americani Frakton(22), con le loro canzoni distopiche per un mondo distopico, l’ ambient electro atmosferico degli Hattusha di Steve Roach,e molti altri ancora. L’opera si conclude con l’ “S.O.S.” dei Electrocuted.

La copertina a cura della fotografa Magda Red Ph della Cyber Empire World vede come protagonista la cyber model Sonia Savarese.

Tracks “E.B.M. Nation Vol 6” Funeral Records Autoproduction Compilation Various Artists:

  • Devya –  How To Save The Heart From A Monster Giant
  • Tazento – Gods Of The Underhive
  • 9DNB – Criptex
  • STAHLSCHLAG – Doomed(ft.Ultra)
  • Hattussha – Krivoj Rog
  • Invictxs J– Los Decretos Del Poter
  • Shinigami IND – Banal
  • Desputes – Psychotech – A Intro Son g
  • Raudadler – My Mind Not Your Battleground
  • Ramkard – My Little Pink Bunny Rabbit
  • Faktion(22)– Schwarz Sektor
  • Stuka – Metal Invasion
  • Midian Dite – Vive Deliciosamente
  • Electrocuted – S.o.s

E.B.M. Nation Volume 6 é in streaming e download.

Link : https://funeralrecordsautoproduction.bandcamp.com/album/e-b-m-nation-vol-6

Etichetta : Funeral Records Autoproduction

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Fuori per White Dolphin Records la cover soundtrack di Devis Simonetti : “Profondo Rosso”

Banner Devis Simonetti ” The Lift” – @digitronikscorporation @whitedolphinrecords @ramkardmusic

Lucca , 30 /08/2022

E’ tutto troppo pulitino, preciso, troppo formale…” Così all’inizio del film il protagonista Marcus Daly si esprime sul jazz, musica che ha la sua parte fondamentale in Profondo rosso: non solo perché ne è l’innegabile commento musicale (il contributo di Giorgio Gaslini è efficace al pari del tema omonimo – pur inconfondibile – dei Goblin), ma soprattutto perché ne è una sorta di leit-motiv strutturale. Profondo rosso è infatti il film del definitivo distacco dalla rigidità della detection, pure al cospetto (o forse proprio in funzione) di una sceneggiatura molto forte, forse la più equilibrata dei suoi film, piena com’è di tracce disseminate, macguffin e colpi di scena che paiono legarlo alla continuity tradizionale del giallo hitchcockiano, ed invece puntano alla loro dissacrazione e al loro superamento.

Il Maestro Dario Argento fa riferimento al tema di Tubular Bells di Mike Olfield e commissiona alla band, in particolare, un main title dalle precise caratteristiche, che rispetterà le regole di ingaggio (tempo in 7/4, circolarità ossessiva del tema, drammaticità) e risulterà efficace e popolarissimo nell’incedere pulsante e pesantissimo del basso elettrico, nella scala lancinante del minimoog e nel maestoso organo a canne.

L’album vendette uno sfracello, un milione di copie solo nel primo anno: l’esordio strumentale di una band sconosciuta, figurarsi, che resterà la perla migliore ma non unica nella discografia dei Goblin. 

Profondo rosso“, pur rischiando di sconfinare nella più stereotipata e vuota retorica é un capolavoro senza tempo, la summa della perfezione del cinema thriller, che si contamina con l’horror senza dimenticare, come invece accade oggi, le sue radici puramente giallistiche.

La cover di Devis Simonetti registrata e prodotta a Lucca per l’ etichetta White Dolphin Records, vede la partecipazione della vocalist toscana Patrizia Anzevino (aka Darquette, A.R. della medesima label) con arrangiamenti di vocal samples e “revers shouting“, costruendo la sequenza “oscura” in maniera informale…con la tecnologia telefonica. La produzione affidata allo studio ricerca e sviluppo della Ramkard, si basa sulla programmazione, sincronizzazione della soundtrack e delle sequenze M.I.D.I. completamente sugli smart phones.

Il tema principale (rifatto da Devis con frequenza di modulazione di bells con il sintetizzatore Yamaha DX7) che va ad accompagnare praticamente tutti i celebri piani sequenza del film è un loop ante-litteram, un giro di note ripetuto a oltranza sul quale si inseriscono via via i vari strumenti; dal basso sintetico ,ai sintetizzatori con arpeggi FM e dall’organo cattedrale, con aggiunte di loop di batteria elettroniche e campioni vocali, un brano ipnotico e inquietante, quasi claustrofobico (come i Maestri nel 1975 fecero l’opera prog con gli strumenti veri).

Poster WDR29 “The Lift” – ” L’Ascensore” – Profondo Rosso @whitedolphinrecords

BIO :

Devis Simonetti (aka Devya) é artista poliedrico, agente stampa e discografico italiano in pista da diversi anni. Si presenta sul mercato della musica elettronica con un disco dalle sonorità originali nel 2013, sicuramente apprezzabili anche al di fuori della nicchia degli amanti del genere. L’etichetta discografica Audio Ferox è lieta di annunciare l’uscita di “I don’t know what is Christmas”, l’album esordio di Devya.
Cresciuto nella scena post-punk del Nord-Est italiano , Devis Simonetti matura nella “nuova onda” londinese a cavallo del nuovo millennio. Ed è proprio in terra di Albione che mette a punto nuove tecniche di sintesi insieme a Lorenzo Bertoli e Roberto Concina ( Robert Miles) e campionamento per dedicarsi all’autoproduzione.

Il sound di “I don’t know what is Christmas”, suonato e prodotto interamente da Devis Simonetti, assorbe e rielabora elementi di stampo anglosassone, come il brit-pop, l’industrial e lo shoegaze. Nei 12 brani composti, che descrivono le meccaniche dell’amore, si incontrano e corteggiano le distorsioni di linee di basso elettrico di “Is all 4”, il gusto post punk di “The Fly” e il riff con il delay analogico di “We are together”. Il singolo synth – pop di punta è “Going To Town”, entrata in classifica MEI 2015 e vincitore di diversi concorsi radio internazionali, dove l’ opera si intesse con la triangolazione della chitarra, la linea di basso e i sintetizzatori. A chiudere l’album, le chitarre echeggiate di “The Last Rain”, che scrosciano nella pioggia liberatoria della fine di un rapporto logorante. Raggiunge una discografia di 50 released.

Simonetti Devis fonda in lucchesia la sua etichetta discografica White Dolphin Records nel 2020 e a Udine lo studio di sviluppo e ricerca elettronica Ramkard nel 2007.

La cover di “Profondo Rosso”, sarà disponibile su Bandcamp e negli altri store di musica digitale.

White Dolphin Records

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White Dolphin Records rilascia la nuova traccia elettronica del progetto post-industrial Stuka : “Arena”

White Dolphin Records licenzia nella piattaforma digitale di Bandcamp il nuovo digital 45 del progetto mitteleuropeo Stuka!

Dopo varie collaborazioni , varie compilation EBM con diverse etichette e dopo l’ ononimo album, Alfa, Beta e Gamma ritornano con questa nuova traccia. “Arena”, registrata a Udine nei Ramkard Studios e pubblicata dalla Net Label Alternativa lucchese White Dolphin Records vede il progetto consolidarsi sempre di più passando da estremi industriali a sequenze synthpop. “Arena“, concepita da Alfa con il basso elettrico come linea portante, viene seguita dalla sequenza ritmica del campionatore 12 bit di Beta che senza respiro non risparmi i samples metallici, il tutto contornato dai suoni di frequenza di modulazione di Gamma.

Il messaggio musicale é il ” rumore” del gruppo Post- industrial degli “Stuka“.Metalli, martelli, coltelli, compressori, ritmiche ipnotiche sequenziali, rievocano i tempi bellici dell’ epoca moderna, dove gli Stuka vogliono convertire il “ricordo” nefasto della guerra, in un diretto messaggio d’amore e un mistico annegamento dei sensi. Ispirandosi a gruppi storici come Throbbing Gristle e Einstürzende Neubauten.

Arena” é disponibile in streaming e download nella piattaforma musicale di Bandcamp.

Credits :

Alfa : Digitech Jamman & Roland DJ70 Sampler
Beta : Roland W-30 Workstation & Metal Samples Machinery
Gamma : Yamaha Dx7 FM Synthesizer & Alesis Quadrasynth

ArtWork : Digitroniks Corporation

Etichetta : White Dolphin Records

Link singolo : https://whitedolphin.bandcamp.com/album/arena

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